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Il rapido intervento del Governo sulla Transizione 5.0 segna un’inversione di rotta importante per il sistema produttivo agricolo e industriale italiano. Dopo le criticità emerse la scorsa settimana, con il rischio concreto di penalizzare migliaia di imprese già impegnate in investimenti, la decisione di ripristinare integralmente le risorse previste rappresenta un segnale forte di attenzione e responsabilità istituzionale.

Con l’accordo raggiunto al tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la dotazione torna infatti ai livelli originari di 1,3 miliardi di euro, cui si aggiungono ulteriori 200 milioni, portando lo stanziamento complessivo a 1,5 miliardi. Una scelta che consente di salvaguardare gli investimenti già avviati e di garantire piena copertura anche alle imprese rimaste inizialmente escluse.

“Accogliamo con soddisfazione questa decisione – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma che ha partecipato al tavolo presso il Mimit  –. Il Governo ha dimostrato di saper ascoltare le imprese e di intervenire rapidamente per ristabilire condizioni di equità. Il ripristino delle risorse rappresenta un passaggio fondamentale per mantenere il patto di fiducia costruito nei mesi scorsi con il mondo produttivo”.

La soluzione individuata consente infatti di tutelare gli “esodati” della Transizione 5.0, che potranno ora accedere pienamente agli incentivi previsti fin dall’inizio, evitando effetti distorsivi e squilibri tra imprese che avevano già programmato investimenti.

Accanto al ripristino delle risorse, Federacma richiama l’attenzione sul prossimo passaggio chiave per il settore: l’attuazione del nuovo meccanismo di iperammortamento, destinato a sostituire il credito d’imposta e a sostenere gli investimenti in beni strumentali e innovazione.

Con il superamento del vincolo del made in Europe per gli acquisti effettuati, grazie al Dl Fiscale, il decreto attuativo è ora al vaglio degli organi di controllo e, secondo quanto emerso, sarà operativo già nelle prossime settimane. A partire dal mese di maggio sarà infatti possibile caricare le domande sul portale dedicato.

“È importante chiarire fin da subito un aspetto decisivo per le imprese – sottolinea Borio –: l’iperammortamento decorre dal 1° gennaio 2026. Questo significa che gli investimenti possono essere già effettuati oggi, con la certezza che saranno successivamente rendicontati non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e i sistemi saranno attivi”.

La misura rappresenta uno dei pilastri della nuova politica di sostegno agli investimenti, con una dotazione complessiva pari a 10 miliardi di euro fino al 2028. Un volume di risorse significativo, che potrà sostenere il rinnovo del parco macchine, l’innovazione tecnologica e la competitività delle imprese agricole.

“Parliamo di un’opportunità straordinaria per chi del settore agricolo può accedervi, nell’attesa del Credito d’imposta 4.0 di competenza del Ministro dell’Agricoltura – conclude Borio –. Ora però serve rapidità nell’attuazione e massima chiarezza operativa, dobbiamo garantire che l’iperammortamento entri a regime senza ulteriori incertezze”.

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