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La vicenda del primo chiosco del lungomare di Latina è gravissima e dice molto del modo in cui
questa amministrazione interpreta parole come giovani, legalità e imprenditoria. La Seaside Music
Young ha chiarito di non aver rinunciato volontariamente all’affidamento, ma di aver chiesto
formalmente al Comune la proroga o il rinnovo della concessione, richiesta che l’Ente ha respinto.
Una richiesta motivata dai non pochi problemi che la società ha incontrato in questi anni, tra cui
anche un incendio.
Siamo davanti a una scelta politicamente incomprensibile. Quel chiosco rappresentava un presidio
di legalità, un’esperienza di imprenditoria giovanile, un segnale positivo in un tratto di lungomare
segnato in passato dalla presenza criminale e che avrebbe bisogno di cura, presenza, iniziativa e
rigenerazione. Un’amministrazione attenta avrebbe dovuto considerarlo un fiore all’occhiello:
accompagnarlo, sostenerlo, trovare soluzioni, ergerlo a modello. Invece il Comune è rimasto silente,
distante, incapace di assumersi una responsabilità politica.
La situazione diventa ancora più grave se si considera il contesto. La società richiama due elementi
enormi: il grave incendio del 2023, che ha colpito il chiosco causando danni rilevanti, e i prolungati
lavori presso l’ex Tipografia Il Gabbiano, l’ennesima vergogna, gestita sempre dalla stessa realtà
nell’ambito del medesimo bando, che avrebbero inciso sulla possibilità di proseguire pienamente
l’attività.
Con quale coraggio la Giunta Celentano parla di giovani, di impresa, di legalità, di rilancio del
litorale, se poi davanti a esperienze concrete risponde con il silenzio, con il diniego e con
l’abbandono?
Proprio dopo un incendio e dopo ritardi non imputabili ai gestori, sarebbe stato normale,
ragionevole e doveroso valutare una proroga. Non farlo significa punire chi ha provato a costruire
qualcosa in un contesto difficilissimo, assumendosi rischi e portando avanti un progetto
imprenditoriale giovanile, invece di sostenerlo.
Riteniamo questa vicenda imbarazzante e grave. Perché riguarda il rapporto tra il Comune e chi
investe sul territorio, tra le istituzioni e i giovani, tra la legalità proclamata nei discorsi e quella
praticata nelle scelte quotidiane.
In più, ci chiediamo: se l’amministrazione sapeva da tempo che non avrebbe rinnovato la
concessione ai gestori, perché non ha provveduto per tempo alla predisposizione di un nuovo bando
di assegnazione? Perché non si è lavorato almeno per consentire l’avvio di una nuova attività
all’inizio della stagione estiva? Ora quello spazio rischia di rimanere vuoto. Siamo davanti ai soliti
ritardi e alla solita cattiva gestione dell’Amministrazione Celentano, ben visibili anche dal degrado
che accompagna, ancora una volta, l’avvio della stagione estiva.
Per questo abbiamo già chiesto la convocazione della Commissione Trasparenza alla Presidente
Ciolfi. Vogliamo capire chi ha deciso, con quali motivazioni, sulla base di quali atti e perché non
sia stata percorsa la strada della proroga. Vogliamo inoltre sapere perché l’amministrazione abbia
predisposto così tardi il nuovo bando.
Crediamo che la Giunta Celentano abbia perso l’ennesima occasione. Solita retorica. Non basta
parlare di giovani, di legalità e di sviluppo quando conviene. Bisogna dimostrare, con gli atti, di
stare dalla parte di chi costruisce, lavora, rischia e prova a portare legalità e vita nei luoghi della
città.
Valeria Campagna
Leonardo Majocchi
Consiglieri comunali – Partito Democratico